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Laudi
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top
Le mwbgmwbwLaudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi sono una serie di cinque libri di mwcaGabriele D'Annunzio, che costituiscono un'opera poetica fra le più note dell'autore, in cui viene sviluppato il concetto di mwcqsuperomismo.
Contents
• Elettra
• Alcyone
• Note
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Il progetto
Il progetto delle mwegLaudi, realizzato solo in parte, prevedeva la produzione di sette libri, uno per ognuna delle mwewmitiche Pleiadi. Le prime tre (mwfamwfqMaia, mwfgmwfwElettra e mwgamwgqAlcyone) vennero pubblicate nel mwgg1903, nonostante la loro stesura fosse iniziata già nel mwgw1896. Il quarto libro, mwhamwhqMerope, apparirà solo nel mwhg1912 ed esprime l'esaltazione della mwhwguerra italo-turca iniziata l'mwiaanno precedente. mwiqmwigAsterope fu così intitolato e aggiunto agli altri come quinto libro della serie dopo la morte del poeta e comprende canti dedicati alla celebrazione della mwiwGrande Guerra e altri postbellici incentrati sull'mwjaimpresa di Fiume, espressione degli ideali mwjqbellicisti e mwjgnazionalisti che animavano il suo autore. Degli ultimi libri progettati, mwjwTaigete e mwkaCeleno, restano solo i titoli, dato che non furono nemmeno iniziati.
Temi: estetismo e superomismo
Il tema principale è il viaggio spirituale che porta alla fusione degli elementi dell'estetica decadente e la figura del superuomo nietzschiano. L'idea risente del viaggio in mwlqGrecia del poeta sul finire del secolo, che ispirò l'impalcatura con la conformazione del mito classico e della tragedia (con ispirazione dalla mwlgNascita della tragedia di Nietzsche). La Grecia è vista nella sua forma primordiale e dionisiaca, dagli aspetti ferini e sublimi dei paesaggi, da rappresentare mediante la poesia la rinascita della civiltà italiana, nella forma culturale (teoria) e pratica, mediante le azioni di conquista. Non a caso, il primo '900 fu il periodo della mwlwguerra di Libia (1912) da parte dell'Italia.
L'intento principale del poeta è il riformare lo stile poetico, creando una nuova matrice moderna che abbia collegamenti capillari con il passato lirico dell'autore e con i modelli classici.
Il cosiddetto mwmgLaus vitae è il primo libro, in cui l'eroe dannunziano è incarnato nella figura di un "Ulisside" (riferimento a mwmwOmero), votato alla conoscenza, animato dal desiderio di scoperta di nuovi orizzonti poetici. La descrizione di tale figura è una palese dichiarazione di poetica, ove sono riassunti tutti i sistemi di cui fa uso il protagonista: il superomismo, convertito dell'elemento filosofico al poetico pratico, l'estetismo decadente il quale fa uso del superomismo per affermarsi, e la riscoperta dei valori tradizionali della cultura classica antica, ispirata allo studio di d'Annunzio della tragedia e alle esperienze del viaggio in Grecia. La celebrazione della "rinascita" del dio mwnaPan e l'estasi dinanzi agli affreschi michelangioleschi della mwnqCappella Sistina, sono il risultato della fusione pratica della modernità con l'elemento antico, celebrati dal poeta nel primo libro. Gabriele D'Annunzio inoltre dichiara anche la necessità di questa natura idilliaca e di tali valori per la società, in risposta al mwngmaterialismo e all'industrializzazione delle città.
L'aura che avvolge i componimenti di mwpqElettra è la presentazione della metamorfosi dell'Eroe dannunziano, non più un "Ulisside", ma una entità che ha pieno possesso della fusione esteta-superuomo, e che quindi ora è votato a nuove imprese di conquista e propaganda. Tali fenomeni, ancora coronati dal panismo e dalla fusione con la natura, anticiperanno la nuova visione futurista del poeta durante la mwpgGrande Guerra. La figura dell'Eroe è tracciata con elementi del romanticismo: un uomo enorme, superbo e solitario che ama i grandi spazi, pronto a risollevare le sorti dell'Italia con la cultura e soprattutto l'azione. Ciò si rispecchia nelle poesie mwpwAlle montagne, mwqaA Dante e al mwqqRe Giovine (Vittorio Emanuele III). Oltre ai componimenti politici, come questi, vi è anche la sezione delle poesie civili, come mwqgPer i marinai d'Italia morti in Cina - La notte di Caprera - A Roma. Particolare è il doppio ritratto dannunziano di mwqwGiuseppe Garibaldi: un uomo d'azione calcolatore e grande stratega, ma anche umile e mite nelle mura domestiche, chiaro riferimento di propaganda del buon cristiano, successivamente ripreso in era fascista. I canti civili bellici sono una "esterizzazione della storia", immagine italiana della dimensione ideale da rendere eterna con la poesia, e da prendere a modello per il futuro.
La seconda parte delle "Città del Silenzio" è un iter meditativo dell'Eroe dannunziano, nell'attesa di ricarica per andare alla conquista. Lo stile, prima pragmatico, chiaro e scorrevole, nella seconda parte è più riflessivo e pacato, rappresentato dalla forma chiusa e schematica del sonetto. Lo sperimentalismo di questa seconda sezione consiste in un progetto di abbandono del tipico stile ampolloso, per sperimentare uno nuovo che ha per protagonista il ricordo meditabondo, usando la tecnica di uno stile liturgico sacrale, in contrapposizione all'enfasi oratoria politica.
Il terzo libro di mwrgAlcyone è il più riuscito nell'intento del poeta di raggiungere le vette dello stile decadente. L'elemento celebrato è la perpetua comunione dell'uomo con la natura, come in mwrwmwsaLa pioggia nel pineto. L'uomo è proteso verso il cosiddetto mwsqpanismo, cioè la fusione con la natura, la trasformazione nello stato vegetale di una pianta o in quello di un paesaggio; si realizza così una completa immersione dell'uomo nel creato e non c'è più distinzione tra poeta e natura. Un fattore importante per tale trasformazione è la riattualizzazione del mito greco (esempio della metamorfosi di mwsgDafne), che restituisce vitalità al mondo moderno. Questo mutamento può avvenire dunque solo grazie alla ripresa del mito, alla creazione dell'Eroe dannunziano (esteta-superuomo) e per mezzo finale dell'estrazione della parola nella poesia. Da qui la rivendicazione del privilegio artistico, mediante l'autocertificazione a diventare "Poeta Vate" della civiltà moderna, basandosi sugli eterni valori classici.
Le ultime due raccolte, mwtaMerope e mwtqAsterope hanno come riferimento la mwtgguerra di Libia (1912) e la mwtwprima guerra mondiale (1914-18). Lo stile tende all'enfasi oratoria. Occupano ampio spazio la descrizione minuta delle battaglie e i passi celebrativi - caratterizzati spesso in modo sacrale - per il commiato dei caduti.
Composizione dell'opera
Maia - Laus vitae
Il primo libro, mwwgMaia, fu composto nel mwww1903 e pubblicato nello stesso anno; è la mitizzazione del suo viaggio in Grecia, spunto per un'esaltazione panica della natura. Il sottotitolo, mwxaLaus Vitae, ne chiarisce i motivi ispiratori: una vitalistica celebrazione dell'energia vitale ed un naturalismo mwxqpagano impreziosito dai riferimenti classici e mwxgmitologici. Contiene diverse liriche famose come lmwxw'mwyaInno alla vita, mwyql'Annunzio, il mwygCanto amèbeo della guerra, la mwywPreghiera alla Madre Immortale e mwzaLa quadriga imperiale. Il tema principale è quello del superuomo e artista perfetto, incarnato nel poeta stesso, profeta di un nuovo mito.
Elettra
Il secondo libro, mwaqElettra, composto tra il mwag1899 e il mwaw1902 e pubblicato nel mwba1903, è dedicato al mito del superuomo nell'arte e nell'eroismo universale. Segna anche la nascita del nazionalismo dannunziano. D'Annunzio stesso rimane in genere in secondo piano e diviene il cantore degli eroi immortali: nelle prime due parti celebra principalmente gli eroi della patria (mwbqLa notte di Caprera dedicata a mwbgGaribaldi), in cui l'mwbwItalia viene trasformata nella "supernazione", proprio come il poeta è diventato "superuomo", e dell'arte (mwcaA mwcqDante, mwcgPer la morte di mwcwGiuseppe Verdi, ma anche le liriche dedicate a mwdaVictor Hugo e a mwdqNietzsche); nella terza parte, i "Canti della ricordanza e dell'aspettazione", sono cantate venticinque "Città del silenzio" (Ferrara, Ravenna, Pisa, ecc.), simbolo del passato glorioso dell'Italia; nella quarta si trovano il mwdgCanto di festa per Calendimaggio e, in chiusura, il famoso mwdwCanto augurale per la Nazione eletta, che infiammò di entusiasmo i nazionalisti.
Alcyone
Il terzo libro, mwfaAlcyone, fu pubblicato assieme al secondo e contiene per acquisito giudizio il meglio del D'Annunzio poeta (mwfqLa pioggia nel pineto, mwfgLa sera fiesolana, mwfwStabat nuda Aestas, mwgaI pastori, mwgqMeriggio, mwggLe stirpi canore, mwgwLa tenzone e vari "ditirambi"). Esso è un unico e vasto poema solare, che raffigura l'estate trascorsa dal poeta con la compagna Ermione (mwhaEleonora Duse) sulla costa della Versilia. In essa il superuomo si fonde totalmente con la natura, divenendone parte ("panismo dannunziano").
Merope (Canti della guerra d'oltremare)
Il quarto libro, mwiqMerope, raccoglie i canti celebrativi della conquista della Libia e della guerra italo-turca nel Dodecaneso, composti ad mwigArcachon, e pubblicati dapprima sul mwiwmwjaCorriere della Sera e poi in volume nel mwjq1912. Si tratta di una nuova divagazione sul tema patriottico e nazionalista e sul mito di Roma. Nota è mwjgLa canzone dei Dardanelli, inizialmente censurata per alcuni versi ritenuti offensivi verso l'imperatore mwjwFrancesco Giuseppe d'Austria.
Asterope (Canti della guerra latina)
Il quinto libro, incluso nelle mwlaLaudi dopo la morte di D'Annunzio, fu in realtà concepito e pubblicato a sé stante nel 1933 col titolo mwlqCanti della guerra latina. Racconta l'esperienza del poeta nella mwlgprima guerra mondiale e le imprese compiute dagli italiani per il completamento dell'Unità d'Italia contro l'Austria. L'ultima parte è dedicata all'mwlwimpresa di D'Annunzio come Comandante a mwmaFiume della mwmqReggenza italiana del Carnaro. In essa si trova la famosa lirica mwmgmwmwLa canzone del Quarnaro, celebrazione della mwnabeffa di Buccari a cui aveva partecipato lo stesso poeta nel febbraio del 1918.
L’anticristianesimo delle Laudi dannunziane
Al ciclo dannunziano delle mwoaLaudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi fanno da proemio i canti mwoqAlle Pleiadi e ai fati e mwogL’annunzio, inseriti nel vol.1 in cui è presente il libro primo mwowMaia: vi troviamo, oltre al mito di Ulisse, l’esaltazione panica e anticristiana. cite-ref-1[1]
Già il titolo si pone in collegamento con le Laudi (dal latino mwqqlaus, lode) medievali francescane, ma in un evidente contrasto rispetto ai contenuti di spiritualità cristiana, esplicitando l’anticristianesimo nel rifiuto del Crocifisso. cite-ref-2[2]
«Non un iddio ma il
figlio di Laerte
qual dallo scoglio il peregrin d’Inferno
con le pupille di martìri esperte
vider tristo crollarsi per l’interno
della fiamma cornuta che si feo
voce d’eroe santissima in eterno.
“Né dolcezza di figlio...„ O Galileo,
men vali tu che nel dantesco fuoco
il piloto re d’Itaca Odisseo.
Troppo il tuo verbo al paragone è fioco
e debile il tuo gesto. Eccita i forti
quei che forò la gola al molle proco.»
(mwsaLaudi, mwsqAlle Pleiadi e ai fati cite-ref-3[3], 7-18)
L’antitesi diviene ancora più esplicita nell'esaltazione di mwtwPan, divinità dell'antica Grecia che il poeta chiama ”Signore”.
«“Il gran Pan non è morto!„
E il terrore sacro si propagò ai confini
dell’Universo. Ma gli uomini non tremarono, chini
sotto le consuete onte.
Tutte le creature udirono la voce
vivente; ma non gli uomini cui l’ombra d’una croce
umiliò la fronte.
Ed io, che l’udii solo, stetti con le tremanti
creature muto. E il dio mi disse: “O tu che canti,
io son l’Eterna Fonte.
Canta le mie laudi eterne.„ Parvemi ch’io morissi
e ch’io rinascessi. O Morte, o Vita, o Eternità! E dissi:
“Canterò, Signore.„»
(mwvgLaudi, mwvwL'annunzio cite-ref-4[4],124-136)
«e la croce del Galileo
di rosse chiome gittata
sarà nelle oscure favisse
del Campidoglio, e finito
nel mondo il suo regno per sempre.
E quella sua vergine madre,
vestita di cupa doglianza,
solcata di lacrime il vólto,
trafitta il cuore da spade
immote con l’else deserte,
si dissolverà come nube
innanzi alla Dea ritornante
dal florido mare onde nacque»
(mwxgLaudi, mwxwMaiacite-ref-5[5], 8249-8261)
Note
cite-note-11. ↑ mw0gmw0wmw1aD’Annunzio Gabriele, Proemio alle Laudi, su mw1qBiblioteca italiana Zanichelli.
cite-note-22. ↑ mw2qEnzo Noè Girardi, mw2gmw2wLetteratura italiana e religione negli ultimi due secoli, su mw3abooks.google.it, Jaca Book.
cite-note-33. ↑ mw4amw4qmw4gAlle Pleiadime ai Fati, su mw4wit.m.wikisource.org.
cite-note-44. ↑ mw5wmw6amw6qL'annunzio, su mw6git.m.wikisource.org.
cite-note-55. ↑ mw7gmw7wmw8aMaia, su mw8qit.m.wikisource.org.
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.